• facebook
  • google-plus

Edil Laurentina srl

Home » RISTRUTTURAZIONE APPARTAMENTI » BONIFICA AMIANTO » Pavimento in Vinil Amianto
Condividi su  Facebook Condividi su  Twitter Consiglia la pagina

Pavimento in Vinil Amianto

I lavori di rimozione dei pavimenti in Vinil Amianto

PREVENTIVI

1. PREMESSA

La presenza di pavimenti in vinil-amianto (VA) e' molto diffusa. Nei decenni 60-80 il materiale, di basso costo e di rapida messa in opera, e' stato largamente usato soprattutto per la pavimentazione di edifici pubblici, scuole, ospedali ed anche di alloggi popolari.

Il procedimento industriale per la produzione del VA consiste nella mescola di resine di PVC, copolimeri, leganti inorganici, pigmenti e amianto. Il materiale viene scaldato e, quando la miscela raggiunge la temperatura e la plasticità desiderate, viene laminato fino allo spessore richiesto e quindi tagliato in piastrelle.

Vi sono poche pubblicazioni al riguardo della possibilità di cessione, spontanea o provocata, di fibre libere di amianto dai pavimenti in VA in opera, a differenza dei numerosi lavori che trattano di materiali friabili.

L'Istituto americano di Ricerca sugli Effetti dell'Amianto sulla Salute (HEI-AR), in una pubblicazione di sintesi delle conoscenze sul problema dell'amianto indoor del 1991, riferisce che le fibre di amianto presenti nei materiali vinilici in opera si trovano incapsulate in una matrice stabile che ne previene la diffusione ambientale, se il materiale e' mantenuto in buone condizioni (1).

Altri autori sostengono l'assenza di inquinamento indoor, in condizioni normali (2,3). Ciò e' anche confermato dal Rapporto ISTISAN 89/26 ("Inquinamento da asbesto negli ambienti di vita"), ove l'ISS, citando dati dell'OMS e dell'U.S.EPA, riporta una concentrazione di fibre libere di amianto compresa fra 0,2 e 1 ff/l in edifici privi di specifiche sorgenti di amianto o con amianto saldamente legato a matrici (VA, cemento-amianto) in buono stato di conservazione. Concentrazioni analoghe di fibre aerodisperse si ritrovano nelle aree urbane, con punte anche più elevate nelle zone con intenso traffico veicolare, come riferito nel citato Rapporto ISTISAN 89/26 e nei lavori di Chiappino (4).

Solo due studi hanno dimostrato la presenza di fibre libere di amianto in aria in edifici ove l'unica fonte era costituita da pavimenti in VA (5, 6).

Alcuni autori sostengono un possibile inquinamento da fibre libere durante le operazioni di lucidatura dei pavimenti con macchine con spazzole abrasive (Demyanek, Wilmoth, citati). Tuttavia queste pubblicazioni si riferiscono a fibre di lunghezza compresa fra 0,5 e 5 um (analisi in TEM), mentre la normativa di riferimento (D.M. 06.09.94) raccomanda di contare solo le fibre di lunghezza superiore a 5 um, che nei campioni esaminati dagli stessi autori non sono state ritrovate.

La pubblicazione della Circolare del Ministero della Sanita' n. 45/86 e' stata l'occasione per un controllo capillare dei materiali contenenti amianto nelle scuole e negli ospedali del territorio dell'USL di Verona. Grazie ai numerosi sopralluoghi e ai campionamenti eseguiti sui materiali, sulle polveri depositate e sul particolato atmosferico, l'apposta Commissione istituita presso l'USL ha potuto definire con una certa precisione l'entità del problema.

Si e' accertato ad esempio che, nelle zone frequentate, gli unici materiali edilizi contenenti amianto erano costituti dai pavimenti vinilici, in nessun caso e' stato ritrovato amianto nei componenti minerali dei controsoffitti e delle pareti mobili; in un solo caso era presente amianto friabile, a spruzzo, sul soffitto di una palestra.

Lo scopo del presente lavoro e' illustrare l'esito dei campionamenti eseguiti sui pavimenti in vinil-amianto, sulle polveri depositate e sui campioni di aeriformi, in condizioni normali e durante i lavori di rimozione. Vengono inoltre suggerite alcune misure di prevenzione per la manutenzione dei pavimenti e nei lavori di bonifica.

2. NORMATIVA DI RIFERIMENTO

A partire dalla seconda meta' degli anni '80 la normativa italiana in tema di protezione dal rischio amianto si e' notevolmente arricchita. Vengono qui citate le principali leggi, con riferimento al particolare tema trattato.

- Ordinanza Min. San. 26.06.86. Vieta, con alcune eccezioni, l'immissione sul mercato e l'uso della crocidolite.

- Circolare Min. San. 10.07.86 n. 45. "Piano di interventi e misure tecniche per l'individuazione del rischio connesso all'impiego di materiali contenenti amianto in edifici scolastici e ospedali pubblici e privati". La Circolare e' stata per molti anni il testo fondamentale di riferimento per la definizione delle procedure di valutazione del rischio da amianto indoor e per le conseguenti azioni di bonifica, in quanto vengono specificate le misure di sicurezza necessarie per minimizzare l'esposizione dei lavoratori nei lavori di rimozione dell'amianto.

Peraltro la Circolare non indica i pavimenti in VA come possibile fonte di inquinamento; infatti nell'esempio di scheda per l'accertamento dei materiali si indicano solo soffitti e pareti.

- DPR 24.05.88 n. 215. Vieta definitivamente l'immissione sul mercato e la commercializzazione della crocidolite. Nell'allegato II viene definita la simbologia dell'etichettatura dei prodotti contenenti amianto.

- D.Lgs. 15.08.91 n. 277. E' una legge fondamentale in tema di protezione dei lavoratori. Il Capo III e' specificamente dedicato alle problematiche dell'amianto. Vengono stabiliti obblighi particolari in caso di superamento dei valori limite di esposizione; l'articolo 34 stabilisce l'obbligo di redazione del piano di lavoro per le attività di demolizione e rimozione dei materiali contenenti amianto. L'organo di vigilanza ha novanta giorni di tempo per rilasciare particolari prescrizioni sulle modalità di lavoro.

- Legge 27.03.92 n. 257. Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto. La legge, oltre a stabilire la messa al bando dell'amianto (l'ultima deroga e' scaduta nell'aprile '94), prende in esame vari altri aspetti, quali la definizione dei rifiuti contenenti amianto, l'abbassamento del valore limite di esposizione, l'obbligo della relazione annuale delle ditte alle USL e alla Regione, ecc. In particolare prevede che le Regioni predispongano specifici piani di intervento secondo gli indirizzi definiti dal DPR 08.08.94.

- D.M. 06.09.94 Min. San. Stabilisce le norme tecniche per la valutazione del rischio e i metodi di bonifica dall'amianto negli edifici. Negli allegati al Decreto sono descritti i metodi per le analisi dei campioni in massa e delle fibre aerodisperse. La legge e' di importanza fondamentale sia per le imprese che effettuano le bonifiche che per gli organi di vigilanza, in quanto descrive in modo analitico le procedure di sicurezza che devono essere messe in atto per prevenire il rischio di esposizione degli addetti ai lavori di bonifica.

CONCLUSIONE

Nel corso degli ultimi anni, grazie ad una migliore messa a fuoco del problema amianto, determinata anche dalla pubblicazione di una serie di leggi di riferimento, la questione del rischio conseguente alla presenza di materiali contenenti amianto all'interno degli edifici si e' definitivamente chiarita. Infatti ora e' largamente noto che va fatta una netta distinzione fra i materiali friabili e quelli compatti. Mentre per i primi la valutazione del rischio deve essere fatta con rigidi protocolli e i lavori di rimozione devono essere condotti con la massima sicurezza, per i materiali compatti, e in modo particolare per il VA, le procedure possono essere semplificate.

I dati illustrati, per quanto parziali e necessari di ulteriori approfondimenti con altre esperienze, confermano quanto già noto fra gli "addetti ai lavori", e cioè che i pavimenti in VA di per se' non costituiscono un problema urgente di salute pubblica e che i lavori di rimozione condotti con procedure e tecniche di facile applicazione, sono in grado di evitare la contaminazione ambientale da parte di fibre di amianto.

Chiedi informazioni Stampa la pagina